MELODY di Sharon M. Draper


"Tutti abbiamo delle disabilità. Quali sono le tue?"
Melody

"MELODY", di Sharon M. Draper, è "una storia di grande impatto emotivo e notevole asciuttezza antiretorica, che dovrebbero leggere tutti: bambini e adulti."
Andersen. 

In effetti è una di quelle opere che ci porta a ragionare sulla categorizzazione "libri per ragazzi". Un vero peccato che chicche come questa possano sfuggire all'attenzione dei lettori adulti. 
Questo è un libro che fa commuovere, sorridere, riflettere e arrabbiare (ci si arrabbia davvero tanto!). 

Melody ha quasi undici anni, i capelli corti, ricci e scuri, gli occhi curiosi, un bel sorriso e due simpatiche fossette sulle guance. È spiritosa, vitale, determinata ed è dotata di una spiccata intelligenza e di una memoria fuori dal comune. 
Nella sua mente, piena zeppa di ricordi e nozioni, le parole "si ammassano in cumuli enormi", eppure lei non ne ha mai pronunciata nemmeno una.
Melody non può parlare. Non può camminare. Non può mangiare né andare in bagno da sola. 

È affetta dalla nascita da tetraplegia spastica, detta anche paralisi cerebrale
Una malattia subdola, che la limita fisicamente, nella gestione del corpo, ma non nel suo potenziale cognitivo. 

"Quando gli altri mi guardano, immagino che vedano una ragazzina legata a una sedia a rotelle rosa. A proposito, non c'è proprio niente di tenero in una sedia a rotelle rosa. Il rosa non cambia una virgola."

L'apparenza fisica porta istintivamente a pensare che anche le sue capacità intellettive siano limitate. 
Melody e la madre comunicano lo stesso, con un linguaggio privo di parole. La donna, grazie al suo "sesto senso di mamma", intuisce che la figlia è intelligente e capisce le cose, ma nemmeno lei ha idea della moltitudine. 
Nessuno immagina quanto completo, sfaccettato e ricco sia il mondo interiore della ragazzina, quante nozioni e pensieri girino vorticosamente nella sua mente senza poter essere condivisi, perché per farlo avrebbero bisogno di parole, e le parole di voce.

Il titolo originale, "OUT OF MY MIND", rende perfettamente l'idea, così come la bellissima illustrazione di copertina, di Ken Wong.
È Melody stessa, raccontando un episodio della sua vita, a paragonarsi al suo pesciolino rosso Ollie (di cui ovviamente solo lei conosce il nome), che ha trascorso la vita a girare in tondo in una piccola boccia di vetro, fino al giorno in cui non ce l'ha fatta più ed è saltato fuori.
Il racconto di quell'avvenimento mi ha colpito molto e se avrete modo di leggerlo, capirete il perché.
Impossibile non lasciarsi coinvolgere da questo romanzo, anche perché è la protagonista stessa a raccontarci in prima persona le vicende che la coinvolgono, e lo fa in modo limpido e diretto, con ironia e coraggio.

Riconosciamo in lei i tratti dei coetanei: il desiderio di omologarsi, di essere accettata, di non fare figuracce, di indossare vestiti alla moda (purtroppo quelli che sceglie per lei la mamma sono più pratici che carini), di avere amiche con cui chiacchierare durante le lezioni, a costo di essere rimproverate dagli insegnanti
Eppure relazionarsi con gli altri è davvero complicato, spesso sembrano non accorgersi nemmeno di lei.

"A volte non mi chiedono neanche come mi chiamo, come se non fosse importante. E invece lo è."

Come nella vita di chiunque, anche in quella della ragazzina gravitano persone positive, che la amano, la stimolano e la sostengono, e figure ostili che non la capiscono (forse nemmeno ci provano), la sottovalutano e la guardano con indifferenza e fastidio.
Fortunatamente Melody può contare su una famiglia estremamente amorevole e davvero invidiabile. La mamma, da vera guerriera, si scontra apertamente con le persone ottuse che approcciano la figlia con superficialità e pregiudizio. Il papà legge e canta per lei, e non manca di produrre video ricordo di tutti i momenti più importanti della sua vita. La sorellina Penny, perfetta e radiosa, la osserva con ammirazione e la cagnolina Cubik, una cucciola di golden retriever, la considera una padroncina perfetta e la sera si accuccia ai piedi del suo letto.
E poi ci sono le persone "speciali", (la mitica Signora V e Catherine), che sono capaci di guardare oltre le apparenze e la trattano con dignità e rispetto, aiutandola a superare i suoi limiti.
Sugli "altri personaggi" non dico nulla, chi leggerà il libro avrà modo di individuarli e farsene la propria opinione. 
Melody è molto lucida anche nella valutazione delle persone che la circondano:

"Io credo in me. La mia famiglia anche. E pure la signora V. È sul resto del mondo che ho qualche dubbio."

Melody osserva i compagni "fare tutte quelle cose normali" e vorrebbe essere come loro. Per fortuna ci sono i sogni. Nei sogni anche lei può fare ogni cosa... ma la mattina, al risveglio, la sensazione non è delle migliori.
Il più grande desiderio della bambina, è quello di comunicare con il resto del mondo, esprimersi per farsi conoscere e comprendere. 
Non essendo possibile, la frustrazione a volte è tale che sfocia in quelli che lei chiama "i miei tornado": momenti in cui il corpo si tende e si dimena fuori controllo in apparenti crisi epilettiche, che altro non sono se non lo sfogo di una grande rabbia repressa.

Quando finalmente la tecnologia viene in suo soccorso, prima con una sedia a rotelle elettrica che le consente di muoversi in autonomia, e poi attraverso un sofisticato computer in grado di tradurre in voce i suoi pensieri, si apre uno spiraglio di gioia e possibilità. 
Ma la vita non è una fiaba a lieto fine, bensì un alternarsi di momenti lieti ed altri più difficili, e questo è quello che accade anche a Melody.

Ci piace perché...
Ci offre l'esempio di una persona determinata e caparbia, che non molla nonostante le oggettive difficoltà e gli ostacoli che la vita le presenta. 
Ci ricorda l'importanza di lottare per ottenere ciò che desideriamo, senza lasciarci scoraggiare dalle sconfitte o dagli incontri con persone che non ci capiscono e si dimostrano ostili. 
Ci mette a confronto con i nostri pregiudizi e le nostre diffidenze verso ciò che si discosta dai nostri canoni o dalle nostre abitudini.

PREMIO ANDERSEN 2016 Miglior libro oltre i 12 anni
"Per la capacità di rompere quella barriera che separa il lettore dalla protagonista, richiusa in un corpo immobile, restituendone sulla pagina, con delicatezza e misurata precisione, sentimenti ed emozioni. Per la volontà di evitare didascalismi, con l'intenzione ferma, però, di raccontare una storia di vittorie e di sconfitte, in una testimonianza pacata e lineare."


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MELODY
Sharon M. Draper
Traduzione: Alessandro Peroni
Editore: Feltrinelli 2017
Collana:Feltrinelli UP
Pagine: 249
Età consigliata: Dai 12 anni

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