FRANKENSTEIN di Mary Shelley

"Frankenstein o il Moderno Prometeo" di Mary Shelley è considerato il primo romanzo di fantascienza della storia, nonché un capolavoro della letteratura classica. 
Convinta di conoscerne la storia attraverso le versioni cinematografiche (non era così), confesso che non ho mai avuto interesse a leggerne il libro, fino a quando nel 2020, a duecento anni dalla sua stesura, sono usciti ben due albi illustrati sulla vita dell'autrice e sul processo creativo all'origine dell'opera, (ne parlo nel post "Mary Shelley e il suo Frankenstein").
Dopo aver letto entrambi gli albi illustrati e aver scoperto una donna brillante, determinata e straordinariamente libera e moderna per l'epoca in cui è vissuta, esimermi dal leggere il romanzo che questa stupefacente scrittrice ha concepito a soli diciotto anni, mi è stato impossibile. 
Il romanzo si è rivelato un'incredibile scoperta, una lettura estremamente coinvolgente e introspettiva. 

Ho scelto la collana del Battello a Vapore dedicata ai classici della letteratura per ragazzi, in versione integrale e a lettura facilitata.
Si tratta di libri scritti con la font leggimi e con particolari accorgimenti grafici per ridurre l'affaticamento dell'occhio e facilitare la lettura a tutti, compresi i lettori con DSA. Mi incuriosiva molto anche scoprire come una storia di questo genere venisse proposta al pubblico più giovane. Mario Sala Giallini, a cui è stata affidata la traduzione, riesce a mio parere nel difficile compito di far percepire al giovane lettore la grandezza di ciò che ha davanti.

"Ci sono libri che stupiscono sia per la storia che raccontano 
sia per il modo in cui sono nati. Frankenstein è uno di questi. 
Ed è sorprendente per entrambi i motivi." 

Roberto Pavanello introduce l'opera con ricchezza di particolari e informazioni utili per meglio comprenderla e apprezzarla. 

Ma veniamo al romanzo, la cui storia (forse) è nota a molti: uno scienziato dall'insaziabile sete di conoscenza, Victor von Frankenstein (ebbene sì, Frankenstein è lo scienziato, non il mostro, come credono in tanti), decide di sfidare le leggi della natura e della morale, creando la vita a partire dalla materia morta. Nel chiuso del suo laboratorio, riuscirà nella delirante impresa, ma il prodotto  del suo lavoro sarà talmente orripilante da volerlo rinnegare. Per tutto il libro, il creatore e la creatura si rincorreranno e sfuggiranno l'uno dall'altro, tra delitti e tragedie senza fine, fino al tragico epilogo. 

Leggere il romanzo è stato incredibilmente arricchente. Il Frankenstein di Mary Shelley è molto diverso da quello dei film, per aspetto ma anche per una certa complessità psicologica. L'autrice descrive "la creatura" come una mummia mal riuscita, dagli occhi "torbidi e giallastri", nulla a che vedere con la figura dalla testa quadrata e due chiodi sul collo che ci viene proposta dalla rappresentazione cinematografica. 
Ma ciò che colpisce maggiormente è la natura del "Mostro", la sua psiche e i suoi sentimenti - terribilmente umani - su cui la scrittrice si sofferma ampiamente. Non ci troviamo di fronte a un essere brutale e crudele per natura, la cui malvagità trova origine nel cervello utilizzato per dargli la vita (quello di un malvivente), come raccontano alcune trasposizioni cinematografiche.
La creatura di Mary Shelley è ben più definita e complessa e le azioni orribili che compirà, pur non essendo giustificabili, acquisiranno tutt'altra valenza alla luce di una più approfondita conoscenza del personaggio. 
Un monologo in particolare in cui lui stesso racconta le sue pene all'uomo che lo ha generato, è incredibilmente toccante. 
Il ritratto che ne deriva è quello di un essere orrendo, ripugnante alla vista, da cui tutti fuggono spaventati, il suo creatore per primo. Ma è la sua bruttezza a generare il terrore negli altri, la sua semplice presenza, il suo esistere, non i suoi gesti. Al contrario, inizialmente a muoverlo è il solo desiderio, universale, di essere accettato e amato. 

"Ma c'è qualcuno disposto a voler bene a un mostro? 
In altri libri forse sì, ma non in questo." 

Così Pavanello conclude la sua introduzione a questo classico incredibilmente intenso in cui viene sondato l'animo umano nel suo profondo: l'insicurezza, il desiderio di essere accettati e amati, i pregiudizi, la rabbia, la crudeltà. 
Evidente il riferimento alle teorie filosofiche di Jean Jacques Rousseau, secondo cui l'uomo è buono per natura ed è la società a renderlo egoista e malvagio.

Il romanzo è scritto in parte in forma epistolare, attraverso le lettere che Walton, capitano di una nave diretta al Polo Nord, scrive alla sorella in Inghilterra. A quella di Walton si uniscono le voci narranti del dottor Frankenstein e del "Mostro". In questo modo Mary Shelley ci regala la possibilità di conoscere la storia attraverso tre punti di vista differenti.

Ci piace perché...
è una lettura intensa e coinvolgente in cui l'immaginazione si intreccia con la scienza e la filosofia offrendo molteplici spunti di riflessione sulla vita, sulla morte e sulla natura umana. 

Approfondimenti
Prometeo era una figura mitologica, rubò il fuoco agli Dei dell'Olimpo per darlo agli uomini. Per punirlo Zeus lo incatenò a una roccia e inviò un'aquila a divorargli il fegato.

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L'approfondimento su Frankenstein e Mary Shelley su studenti.it

Mary Shelley
Illustrazioni: Matteo Pincelli
Traduzione: Mario Sala Giallini
Editore: Piemme 2020
Collana: I classici del Battello a Vapore
Pagine: 464, rilegato
Età di lettura consigliata: dai 10 anni


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