IL MISTERO DEL GUGGHENEIM di Robin Stevens

 

Raccogliere l'eredità di una scrittrice d'eccezione come Siobhan Dowd è tutt'altro che semplice. E' toccato a Robin Stevens, conosciuta per la serie Miss Detective, che partendo da un'idea dell'autrice inglese scomparsa prematuramente e dagli amatissimi personaggi da lei creati nel romanzo Un mistero del London Eye, ne ha scritto il capitolo successivo, Il mistero del Guggheneim, edito sempre da Uovonero.
Ritrovare fin dalle prime righe il protagonista tanto amato, con indosso la sua immancabile divisa scolastica, nonostante il caldo delle giornate estive newyorkesi, è emozionante.

"Ecco alcune informazioni su di me.
Mi chiamo Ted Spark.
Ho dodici anni e 281 giorni.
Ho sette amici.
Nella cartella argentata con sopra scritto Le mie bugie, che tengo nel cassetto della scrivania, ci sono nove bugie." 

Ted è un ragazzino speciale nella cui mente gira un 'sistema operativo differente' - anche questa volta, il termine Asperger non compare mai nella narrazione -. Per elaborare e comprendere la realtà ha bisogno di ricondurla a schemi e sistemi che ne chiariscano il funzionamento, proprio come avviene per la meteorologia, la sua più grande passione. Anche comprendere le espressioni sui volti delle persone o le metafore non è scontato per lui, riesce a farlo grazie ai suggerimenti di un professore che cerca di aiutarlo a relazionarsi con gli altri. 

"A volte io non capisco le emozioni delle persone. Ma stavolta era molto facile. Erano tutti arrabbiati. La nostra casa è stata piena di urla e di lacrime, che nella mente immaginavo come fronti d'aria fredda e linee temporalesche." 
 
Lo abbiamo conosciuto a Londra, dove vive con la sua famiglia, e lo abbiamo seguito mentre, con acutezza, coraggio e determinazione, risolveva insieme alla sorella Kat il caso dell'incredibile scomparsa del cugino Salim, avvenuta durante un giro sull'imponente torre panoramica della città, il London Eye. Durante quell'avventura, confrontandosi con le sue paure e insicurezze e superando i suoi limiti, ha raccontato le prime bugie e ha realizzato di non essere solo, ma di aver più amici di quanti pensasse. 
Adesso lo ritroviamo in vacanza con la mamma e la sorella a New York, dove Salim e la zia si sono trasferiti da poco. Gloria, la zia materna, è la nuova curatrice del Guggenheim Museum e sta organizzando un'importante esposizione. Ma proprio dal museo, durante la visita privata pianificata per loro, quando il luogo era chiuso al pubblico perché in fase di allestimento, viene rubato un dipinto dall'enorme valore, Nel quadrato nero, di Vasilij Kandinskij. 
Quando la zia verrà arrestata della polizia come sospettata numero uno, Ted si sentirà in dovere di indagare per dimostrarne l'innocenza. 

"C'erano troppe cose strane, e mi facevano sentire esattamente come Ulisse, da solo sul mare senza il suo equipaggio: molto piccolo e molto sperduto."

Non sarà affatto facile, perché a New York è tutto terribilmente diverso: le strade, la metropolitana, le persone. Perfino Salim e Kat - che durante l'estate ha dato di matto ed è diventata la Kattiva, Pazza Kat - sembrano diversi e misteriosi, uniti in un rapporto esclusivo da cui Ted si sente escluso.
E non aiuta nemmeno la lingua, che dovrebbe essere la stessa, ma non lo è, tant'è vero che l'autostrada che a Londra si chiama motorway, a New York si chiama freeway.

"Sembrava che ogni cosa negli USA avesse un nome diverso, il che mi ha fatto preoccupare che avrei dimenticato l'inglese nel corso del viaggio."

Lontano dal papà che normalmente è il suo riferimento principale nel capire ciò che non riesce a comprendere, in una città sconosciuta in cui tutto si muove velocemente, Ted realizza come il mondo possa essere grande e disorientante. 
Ma anche questa volta saprà superare se stesso e con l'aiuto della sorella e del cugino risolverà il mistero attraverso il suo personalissimo sguardo sulle cose, utilizzando logiche e ragionamenti capaci di cogliere dettagli ed evidenze che sfuggono perfino agli adulti.

Ci piace perché
Ted è un personaggio indimenticabile: brillante, originale e stimolante. Esplorare assieme a lui New York, è un vero privilegio. Robin Stevens descrive in modo talmente vivido la città, le sue strade, la metropolitana, Central Park, il Guggenheim, così unico nel suo genere grazie alla progettazione dell'originale Frank Lloyd Wright, che pare di essere lì con i protagonisti. 
Anche in questo secondo episodio della sua vita, apprezziamo la grande volontà di Ted, la determinazione nel fornire il suo aiuto, affrontando con coraggio le insicurezze e le paure più grandi. Non è così che si cresce, mettendosi in gioco?
Attraverso un mistero avvincente e personaggi accattivanti e ben delineati, il romanzo è un'incursione nell'arte e nelle emozioni umane, un invito a mettersi nei panni degli altri per guardare il mondo con occhi diversi. 

Qualche notizia sull'autrice
Robin Stevens è nata in California e cresciuta in un college di Oxford. Ha trascorso l'adolescenza leggendo libri gialli e all'università ha studiato letteratura poliziesca. Dopo aver lavorato per anni nell'editoria per ragazzi, oggi vive a Londra ed è una scrittrice a tempo pieno, conosciuta per i gialli best seller e pluripremiati della serie Miss Detective.

Leggi anche la recensione de Il mistero del London Eye.

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IL MISTERO DEL GUGGHENEIM 
Robin Stevens
Traduttore: Sante Bandirali
Editore: Uovonero, 2017
Collana: I geodi
Pagine: 258
Età di lettura consigliata: dai 12 anni

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