LA CASA CHE MI PORTA VIA di Sophie Anderson

"La casa che mi porta via" di Sophie Anderson, edito da Rizzoli, è una lettura che mi ha piacevolmente sorpresa. Non perché la sottovalutassi, ma semplicemente perché non ho mai amato il genere fantastico. Eppure la scrittura brillante e avvincente della Anderson mi ha accompagnata per mano aldilà della mia comfort zone, in modo del tutto naturale e decisamente piacevole.
Ho varcato così la soglia di un mondo a me estraneo, fatto di case con le zampe di gallina che si spostano senza farsi notare e di yaga che aiutano i morti nel loro passaggio verso l'aldilà. Un'ispirazione che arriva dalla tradizione russa, e in particolare dalle favole e leggende slave che l'autrice ascoltava da piccola attraverso i racconti della nonna. Dalla mamma ha invece ereditato la passione e il talento per la scrittura.
Il romanzo narra la storia di Marinka, ragazzina di dodici anni che vive in una di queste particolarissime case con la nonna Baba yaga, ruolo che è destinata a ricoprire anche lei da grande. Ma la vita delle guardiane dei cancelli è solitaria e molto diversa da quella dei ragazzi comuni che Marinka sogna di conoscere e frequentare. Una vita fatta di addii che fa sentire la giovane protagonista 'fredda e desolata come il deserto di notte'. Lei sogna invece di esplorare il mondo, vivere esperienze nuove e trovare un'amicizia vera, che duri per sempre. 
Ma il destino è davvero immutabile o si può prendere il controllo della propria vita e cambiarlo? E se fosse possibile, a quale prezzo?

"Se ti concentrassi di più sulla vita che hai invece di sognarne una che non ti appartiene, credo che saresti più felice." 

La nonna, che intuisce i tormenti della nipote, la spinge ad accettare la propria vita così com'è, ma i suoi consigli, seppur saggi, a nulla valgono a cospetto dell'impeto giovanile, che scalpita per realizzare i propri sogni e per tracciare una strada personale calzata sugli istinti e i sentimenti più intimi. 
Un percorso di crescita, quello di Marinka, in cui i quesiti esistenziali non mancano e il confronto con se stessa e con gli altri è inevitabile per trovare finalmente il proprio posto nel mondo. In continuo conflitto tra ciò che è e ciò che vorrebbe essere, la ragazzina vivrà una vera e propria avventura fatta di scelte ma anche di conseguenze, perché la vita di ciascuno di noi è indissolubilmente legata a quella di chi ci sta accanto.
Così quando Marinka conoscerà Mina e parrà aver trovato finalmente ciò che desiderava, dovrà fare i conti con una verità sconvolgente che la riguarda e con accadimenti non previsti che travolgeranno la sua vita.

Ci piace perché...
è impossibile non lasciarsi incantare e commuovere dalla caparbietà della protagonista e dalla sua forza d'animo, così come rimanere immuni di fronte all'eterno dilemma tra libertà di scelta e destino già tracciato.

L'AUTRICE
Sophie Anderson è nata a Swansea, in Galles, ed è cresciuta ascoltando i racconti della madre scrittrice e della nonna, che le ha trasmesso l'amore per le favole e le leggende della tradizione slava. Geologa e insegnante, vive nel Lake District con il marito e i tre figli. Le piace andare in canoa, camminare e sognare a occhi aperti. Il suo più grande desiderio è continuare a scrivere storie che 'spingano i bambini a esplorare il mondo e ad apprezzare la diversità'. Con La casa che mi porta via ha ricevuto la candidatura per la Carnegie Medal, il più importante premio inglese per la letteratura per ragazzi.

Della stessa autrice, leggi anche la recensione di La ragazza degli orsi.

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Sophie Anderson
Illustrazioni: Elisa Paganelli
Traduzione: Giordano Aterini
Editore: Rizzoli 2019
Collana: Narrativa ragazzi
Pagine: 330, Rilegato
Età di lettura consigliata: dai 9 anni

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